A volte ritornano

Storie di aziende che tornano a produrre in Italia.

 

Che cos’hanno in comune aziende come Beghelli di Bologna (sistemi di sicurezza) e Azimut di Torino (cantieri navali di lusso), Gpp di Castelfranco Veneto (tosaerba) e Furla di Bologna (pelletteria), Seventy di Venezia (abbigliamento) e Fiamm di Vicenza (accumulatori e clacson), Artsana di Como (prodotti sanitari e per l’infanzia), Natuzzi di Santeramo in Colle (divani) e Asdomar di Olbia (tonno in scatola)? Sono marchi noti, simbolo dell’industria italiana, aziende che una decina d’anni fa avevano trasferito all’estero una parte della loro produzione e che adesso fanno il percorso inverso: ritornano.

Per alcuni la delocalizzazione è stata una scelta estrema, l’ultima possibilità per non chiudere; per altri invece un’opportunità di sviluppo: basso costo della manodopera, minori tasse, disponibilità immediata di materie prime, nuova clientela. Ma negli ultimi anni le cose sono cambiate: vi è stato un aumento dei costi legati alla manodopera, trasporti, logistica, il rapporto euro/dollaro più favorevole agevola le esportazioni dal nostro Paese, ma soprattutto viene enormemente rivalutato il peso del «made in Italy» la cura artigianale dei nostri manufatti che il mercato internazionale apprezza sempre di più.

Le aziende italiane fanno dietrofront e tornano in Italia per ragioni legate soprattutto alla qualità delle lavorazioni, alla perizia delle maestranze locali, alle opportunità di innovazione tecnologica ed alla volontà di fornire un servizio «su misura». Il«Made in Italy» è oggi globalmente riconosciuto come marchio di qualità del prodotto, frutto della competenza e della creatività degli italiani.

NOVITA’ SMETAR: IL TUNNEL SOSPESO

La leggerezza del metallo

“Sembra galleggiare nel cielo” è quello che ci dicono alla vista del tunnel “Delizia”, in fase di ultimazione, presso la zona industriale di Noci (Ba). Si tratta di un tunnel lungo circa 60 metri e sospeso ad un’altezza di circa 5 metri, che funge da collegamento merceologico tra zona produttiva e magazzino.

 

“Come può una struttura metallica così grande apparire leggera, addirittura sospesa?” Crederci è stato il primo passo, e con impegno e passione abbiamo largamente raggiunto l’obiettivo. Tuttavia, il tunnel Delizia non è solo esteticamente interessante ma la sua tecnologia lo rende estremamente funzionale. Nei due piloni tralicciati che lo reggono ci sono, infatti, due elevatori verticali in grado di sollevare un enorme quantitativo di merce che viene successivamente posizionata sul traslatore orizzontale che trasporta continuamente il prodotto dalla zona produttiva alla zona di magazzino.

 

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Questa soluzione consentirà all’azienda, Delizia S.p.A, di avere un enorme vantaggio non solo in termini di risparmio economico e di velocità di stoccaggio ma, grazie alla sua elevazione, permetterà ai camion di poter accedere liberamente alla zona di magazzino senza creare nessun tipo di barriera.